Una esplosione di ricordi

I docenti della Scuola Media Pirandello sono vicini al loro Preside nel ricordare Alessandro.

Barbara Alfurno


Ciao Ale !!! Non sapevo dell’ esistenza di questa pagina a te dedicata, altrimenti avrei scritto già tempo fa’ … Quando lo scorso anno ho saputo cos’era successo mi sono venuti in mente tutti i nostri ricordi di infanzia … Ci conosciamo da 35 anni … Mi sono ricordata di un nostra fotografia in bianco e nero, c’eri tu che mi portavi sulla tua BMX … Eravamo felici, a me mancavano i denti davanti , ero un mostro 🙂 … Quanto abbiamo giocato in quel cortile o a casa tua … Mi viene in mente il castello dei Lego che avevi nella tua cameretta … Quante risate fatte insieme .. Poi tu ti sei trasferito a Carmagnola, e noi ci siamo persi di vista … Tuo papà l’avevo rivisto nei corridoi del mio liceo, dove lui in quegli anni faceva il Preside … Nonostante non ti vedessi da anni, i giorni dopo la tua scomparsa sono stati un insieme di mille emozioni … Rabbia, tristezza, dolore, gioia, rimpianti …. Rabbia per non averti mai cercato, dolore per aver perso uno dei miei primi amici ( mi hai visto nascere, ci separano appena 10 mesi) … Ti ho poi rivisto in quell’ ultima foto, se ti avessi incontrato per strada probabilmente non ti avrei neanche salutato … Sei cambiato tanto, ti ho lasciato bambino e sei diventato uomo … Ho tanti rimpianti, troppi … Avremmo potuto fare una rimpatriata io, te e Davide, per ricordare gli anni trascorsi insieme, ma siamo sempre troppo presi dalla frenesia della vita di tutti i giorni, e non ci siamo mai trovati … Non possiamo tornare indietro nel tempo, e questo mi dispiace molto… Ho avuto l’ onore di conoscerti, e da quello che ho letto tra i vari post, di quello che sei diventato, della tua professione e dei tuoi tanti interessi, è stato davvero un grande onore … Ciao Ale … Ovunque tu sia … P.S. Io credo negli Angeli, e mi piace pensare che tu possa essere uno dei miei .

Cri

(Cristiana Sanfilippo)


Carissimi vi penso molto in questi giorni …. e vi abbraccio fortemente ! Avrei voluto essere con voi domenica per anniversario di Alessandro , ma ero ancora via da mia sorella !!! Spero veramente di vedervi  presto. Vi ho sempre nel cuore

Con affetto

Gabriella Giuffrida


Una preghiera speciale per l’Angelo piu bello del Cielo: di nome Alessandro,  che un anno fa lasciava questa terra. Mi stringo a voi….

Mary


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Da Cristina Urani


 

Un ricordo da Cuba

Jerome e Giulia Cavalli


A un anno da quando te ne sei andato ti dedico questa canzone.
Conoscevo poco di te purtroppo, ma ho come la sensazione che ti sarebbe piaciuta.
Ciao cuginone, manchi tanto a tutti.
 Jean Louis
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Un ruscello abitava nel tuo piccolo cuore

Avevamo scelto le parole di Emily Dickinson per accompagnare Alessandro.
Ad un anno di distanza, che altro non è che la sommatoria del dolore
quotidiano, mai sopito, non ne abbiamo trovate di migliori per esprimere
quella speranza che tutti serbiamo nel nostro cuore, di un’eternità che renda
giustizia alla sua breve vita.

Da E. Dickinson – Poesie 1858-1859
J43 (1858) / F59 (1859)
Could live – did live –
Could die – did die –
Could smile upon the whole
Through faith in one he met not –
To introduce his soul –
Could go from scene familiar
To an untraversed spot –
Could contemplate the journey
With unpuzzled heart –
Such trust had one among us –
Among us not today –
We who saw the launching
Never sailed the Bay!

Poteva vivere – visse –
Poteva morire – morì –
Poteva sorridere su tutto
Per fede in qualcuno che non conosceva

Presentando la sua anima –
Poteva passare da un luogo familiare
A un posto mai attraversato –
Poteva contemplare il cammino
Con cuore non incerto –
Tanta fiducia ebbe uno fra noi –
Non fra noi oggi –
Noi che vedemmo il varo
Non solcammo mai la Baia!

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Per chi è rimasto dall’altra parte della baia, il pensiero che Alessandro abbia
attraversato con fiducia il confine, abbia percorso il suo cammino verso
l’Eterno con “cuore non incerto”.

J136 (1859) / F94 (1859)
Have you got a Brook in your little heart,
Where bashful flowers blow,
And blushing birds go down to
drink,
And shadows tremble so –
And nobody knows, so still it flows,
That any brook is there,
And yet your little draught of life
Is daily drunken there –
Why – look out for the little brook in
March,
When the rivers overflow,
And the snows come hurrying from
the fills,
And the bridges often go –
And later, in August it may be –
When the meadows parching lie,
Beware, lest this little brook of life,
Some burning noon go dry!

 

Hai un Ruscello nel tuo piccolo cuore,

Dove timidi fiori sbocciano,
E ritrosi uccelli scendono a bere,
E ombre palpitano –
E nessuno sa, così quieto fluisce,
Che un ruscello è là,
Eppure il tuo piccolo sorso di vita
Ogni giorno è bevuto là –
E allora – sorveglia il tuo piccolo
ruscello a marzo,
Quando i fiumi traboccano,
E le nevi arrivano di corsa dalle colline,
E i ponti spesso spariscono –
E più tardi, ad agosto magari –
Quando i prati giacciono inariditi,
Bada, affinché questo piccolo ruscello
di vita,
In qualche ardente meriggio non si
prosciughi!

Molti si sono alimentati al ruscello che abitava il suo cuore. A tratti è stato un fiume
in piena. La calda estate, però, lo ha inaridito.

I tuoi cari.

E’ già passato un anno……

Eravamo numerosi con i tuoi genitori questa mattina nella Collegiata alla cerimonia per il primo anniversario del tuo distacco, ognuno con i suoi ricordi dolci amari che da un anno ci accompagnano e diventano più pungenti in questi giorni di ricorrenze: ieri sarebbe stato celebrato il tuo onomastico, nei primi di settembre il tuo compleanno.
A me piace vedere con gli occhi del cuore la tua immagine, Alessandro, mentre sorridente festeggi in alto fra le stelle, là dove il cielo è più sereno e lieto.
Tu ormai sei al di là di ogni contrasto, sei in armonia come una “docile fibra dell’universo”, per citare un poeta fra quelli che più amavi.

Margherita Testa

Sei sempre nel nostro cuore

Ciao Ale, in questi giorni avrei tanto voluto venire a trovarti, ma purtroppo so che non mi sarà possibile…quindi il mio saluto lo lascio qui…sei sempre nel mio e nel nostro cuore. Sembra assurdo come in fretta stia passando il tempo, ma x assurdo ricompari sempre nella mia vita! L’altro giorno ho scoperto di lavorare con un tuo compagno di università, che ovviamente ti stimava un sacco come tutti noi colleghi! Quindi in un modo o nell’altro ci sei sempre…ma manchi…ciao Ale! Un abbraccio ovunque tu sia…

Marika

“Splendere sempre!”

Ho ritrovato te, dei giorni migliori, in questi versi. Forse li avrai letti. Se non ti fossi mai  imbattuto  in loro,  son sicuro ti piaceranno.
Papà  

Dal discorso inaugurale Congresso scrittori RAPP

[…]

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Sempre splendere,

splendere ovunque,

fino al profondo

degli ultimi giorni,
splendere

e all’inferno tutto il resto!

Questo motto è  il mio
e del sole!
V. Majakovskij (1923)

Elegia del silenzio

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Silenzio, dove porti
il tuo vetro appannato
di sorrisi, di parole
e di pianti dell’albero?
Come pulisci, silenzio,
la rugiada del canto
e le macchie sonore
che i mari lontani
lasciano sul bianco
sereno del tuo velo?
Chi chiude le tue ferite
quando sopra i campi
qualche vecchia noria
pianta il suo lento dardo
sul tuo vetro immenso?
Dove vai se al tramonto
ti feriscono le campane
e spezzano il tuo riposo
gli sciami delle strofe
e il gran rumore dorato
che cade sopra i monti
azzurri singhiozzando?
L’aria dell’inverno
spezza il tuo azzurro
e taglia le tue foreste
il lamento muto
di qualche fonte fredda.
Dove posi le mani,
la spina del riso
o il bruciante fendente
della passione trovi.
Se vai agli astri
il solenne concerto
degli uccelli azzurri
rompe il grande equilibrio
del tuo segreto pensiero.
Fuggendo il suono
sei anche tu suono,
spettro d’armonia,
fumo di grido e di canto.
Vieni a dirci
la parola infinita
nelle notti oscure
senza alito, senza labbra.
Trafitto da stelle
e maturo di musica,
dove porti, silenzio,
il tuo dolore extraumano,
dolor di esser prigioniero
nella ragnatela melodica,
cieco per sempre
il tuo sacro fonte?
Oggi le tue onde trascinano
con torbidi pensieri
la cenere sonora
e il dolore del passato.
Gli echi dei gridi
che svanirono per sempre.
Il tuono remoto
del mare, mummificato.
Se Geova dorme
sali al trono splendente,
spezzagli in fronte
una stella spenta
e lascia davvero
la musica eterna,
l’armonia sonora
di luce, e intanto
torna alla tua fonte,
dove nella notte eterna,
prima di Dio e del tempo
sgorgavi in pace.

(Luglio 1920)
Federico Garcia Lorca
 
Pochi sanno quanto sia importante il silenzio. I piu’ vivono  in un ininterrotto luna park di fragore, che annulla ogni pensiero o emozione vera. Il dolore, la meraviglia, i sentimenti,  son muti. Sono ineffabili, trasparenti come la luce o la bruma di autunno. 
Papà nel giorno del suo compleanno 2017. 

“Estiva distesa d’estate”

“Un pensiero per te in una mattinata di nuovo estiva”

Papà

mattina estiva

Estiva

Distesa estate,

stagione dei densi climi

dei grandi mattini

delle albe senza rumore –

ci si risveglia come in un acquario –

dei giorni identici, astrali,

stagione la meno dolente 

di oscuramenti e crisi,

felicità degli spazi,

nessuna promessa terrena

può dare pace al mio cuore

quanto la certezza di sole

che dal tuo cielo trabocca,

stagione estrema, che cadi

prostrata in riposi enormi,

dai oro ai più vasti sogni,

stagione che porti la luce

a distendere il tempo

di là dai confini del giorno,

e sembri mettere a volte

nell’ordine che procede

qualche cadenza dell’indugio eterno.

Vincenzo Cardarelli 
 
da “Opere”, a cura di C. Martignoni, Mondadori, Milano 1981

Stella nel cielo d’estate

cielo
In queste notti fulgide di estate, scruto il cielo e mi trovo a pensare che la tua anima, leggera e nobile, si muova svelta e incuriosita in un universo che è la dimensione eterna e infinita che ora ti appartiene. Stella tra le stelle, più duraturo di loro, perché pura luce ideale.
Papà

Stella, mia unica stella,
nella povertà della notte sola,
per me, solo, rifulgi,
nella mia solitudine rifulgi;
ma, per me, stella
che mai non finirai d’illuminare,
un tempo ti è concesso troppo breve,
mi elargisci una luce
che la disperazione in me
non fa che acuire

Giuseppe Ungaretti da Ungà

Una dedica per te

teatro 3Ieri sera i laboratori artistici del Liceo Giolitti – Gandino di Bra al Teatro Politeama hanno rappresentato il Prometeo incatenato, tragedia scritta da Eschilo intorno al 460 a.C.: un grande spettacolo che ha coinvolto e affascinato il folto pubblico sia per l’intelligente regia di Vincenzo Santagata e le straordinarie coreografie di Donatella Poggio sia per la bravura e la freschezza dei numerosi studenti impegnati. Questo spettacolo, un evento importante e atteso per la città, è stato dedicato con le parole commosse della dirigente scolastica Francesca Scarfì e con il lungo applauso della platea ad Alessandro che nel 1999, l’ultimo suo anno al Liceo, aveva appunto interpretato il titano generoso, punito da Zeus per aver rubato il fuoco agli dei e averlo donato agli uomini.

E’ impressa e custodita nella mia mente, nitida e indelebile, la cara immagine di Alessandro nel ruolo di Prometeo, legato alla roccia da lunga e pesante catena, senza ornamento alcuno se non la sua apollinea bellezza, fremente di tensione interiore nello sforzo di fare rivivere il mito dell’antico eroe, simbolo della condizione umana, metafora del libero pensiero, della preveggenza, della civiltà.

Anche il Prometeo interpretato da Alessandro, come quello di ieri sera, è consegnato alla storia del glorioso laboratorio teatrale del Liceo di Bra: ormai un repertorio di cultura, di studio e di ricerca che si arricchisce anno dopo anno e testimonia l’insopprimibile e congenito desiderio dell’uomo di usare la finzione scenica per comunicare, raccontare realtà e sentimenti, suscitare dubbi e porre domande.

Alessandro ha lasciato al nostro ricordo, alla nostra struggente nostalgia anche la sua bella pagina vissuta sul palcoscenico del Liceo, scritta con il nobile e arduo linguaggio dell’arte drammatica.

Margherita Testa